Manna
Con il termine manna vengono indicate alcune sostanze derivanti dalle secrezioni di diverse piante. La manna a cui ci si riferisce, rappresenta la dolce linfa che il frassino riesce a secernere grazie a particolari trattamenti.
Essa viene prodotta nel periodo estivo, con paziente lavoro e spirito di sacrificio, mediante delle incisioni, dette “Ntacche”, praticate trasversalmente alla base del tronco con un particolare arnese chiamato “mannaruolu”. Ogni mattina si esegue una nuova identica incisione a 2 cm dalla precedente sul tronco delle piante ormai adulte.
Da queste incisioni fuoriesce una sostanza azzurrina e resinosa che esposta al torrido sole estivo, si condensa.
Da un punto di vista commerciale, in base al metodo di raccolta e quindi alla percentuale di impurità presenti, la manna si diversifica in tre categorie:
Manna cannolo: E' riconoscibile perché ha colore bianco, forma di stalattite e una dimensione di almeno 3 centimetri. Non contiene impurità.
Manna rottame è la manna che fuoriuscendo dai tagli si deposita in massa lungo il tronco fino alla base, è una manna che contiene dal 3 al 4% di impurità.
Manna in sorte a seconda della morfologia della pianta e dalla disposizione del substrato che la ospita, questo tipo di manna si raccoglie nelle diverse “facce” del tronco.
La manna contiene mannite (mannitolo) uno zucchero naturale dolcemente lassativo. E' uno dei pochi lassativi benefici in natura.
La manna ha una benefica azione sull’apparato respiratorio, infatti, si comporta da fluidificante, emolliente e sedativo della tosse.
Oggi la coltivazione del frassino da manna è limitata nelle zone dei comuni di castelbuono e pollina.
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